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I nostri soldi in Comune » Si apre il 24 maggio il calendario degli incontri pubblici nei quartieri di Vimercate per analizzare il bilancio comunale, insieme al Sindaco Francesco Sartini e all'Assessore al Bilancio Claudio Grossi, e capire come Palazzo Trotti gestisce i soldi dei cittadini.La presentazione pubblica del bilancio comunale fa parte delle attività di promozione della partecipazione civica previste dai regolamenti vigenti; all’illustrazione delle scelte economiche per l’anno in corso l'Assessore al Bilancio aggiunge una relazione su come funzionano alcuni importanti regole e strumenti di finanza pubblica locale, con lo scopo di fornire una conoscenza più chiara possibile su argomenti spesso molto tecnici e di difficile comprensione per chi vive al di fuori della macchina amministrativa comunale, regole che invece hanno un impatto molto diretto sulla vita dei cittadini.Il primo incontro pubblico è in programma per giovedì 24 maggio a Velasca, in Villa Volontieri.A seguire, lunedì 28 maggio, sarà la volta di Oreno (presso la sede della Consulta, in via Piave 25); giovedì 31 maggio appuntamento all’Auditorium della Biblioteca, destinato ai residenti nei quartieri Centro e Sud.Martedì 5 giugno è la volta del Quartiere Nord, nella sala riunioni messa a disposizione della neo eletta Consulta dal cohousing La Corte dei Girasoli (in via Fiume, 4).Si chiude giovedì 7 giugno a Ruginello, nella sala La Rotonda della Casa Famiglia San Giuseppe (via General Cantore, 7).Orario di inizio sempre alle ore 21.Gli incontri sono promossi in collaborazione con le Consulte di Quartiere.

Vimercate ricorda Falcone e Borsellino

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Sabato 10 giugno 2017 la Città di Vimercate, in occasione del venticinquesimo anniversario delle stragi di Capaci e di via D’Amelio, ha ricordato con una importante cerimonia che si è svolta a Palazzo e Parco Trotti i giudici Paolo Borsellino, Giovanni Falcone e tutte le persone che hanno sacrificato la propria vita in nome della lotta alla criminalità organizzata.

Vimercate ha avuto il grande onore di ospitare Salvatore Borsellino fratello del giudice Paolo Borsellino che ha portato la sua testimoniana.

Qui di seguito riportiamo il testo della lettera che Salvatore ha voluto dedicare al fratello.

Salvatore BorsellinoVENTICINQUE ANNI
Venticinque anni, ed è come se fosse successo solo ieri.

Venticinque anni, la voce di mia moglie che mi chiama e mi dice “Corri perché stanno dicendo alla televisione di un attentato a Palermo”.

Ed io che non ho bisogno di correre perché da 57 giorni tutti sappiamo quello che sarebbe successo.

Venticinque anni e un volo verso Palermo che dura
quanto una vita, con la speranza che quelle notizie non siano vere, che mio fratello sia ancora vivo e invece all’arrivo la voce di mia madre, al telefono, che mi dice “Tuo fratello è morto.”

Venticinque anni ed è come se fosse successo solo ieri, venticinque anni e le ferite che continuano a sanguinare, venticinque anni ed è come se tutti gli orologi si fossero fermati con le lancette su quell’ora del 19 luglio, come l’orologio nella sala d’aspetto della stazione di Bologna si fermò a segnare l’ora in cui tante vite erano state spezzate su quel treno.

Venticinque anni e i ricordi di milioni di persone si sono fermati come cristallizzati sulla scena di quello che stavano facendo in quel giorno e a quell’ora, un ricordo fermo, immobile, che non potrà mai essere cancellato.

Venticinque anni e non puoi più dimenticare, perché tuo fratello è andato in guerra ma ad ucciderlo non è stato il fuoco del nemico che era andato a combattere, ma il fuoco di chi stava alle sue spalle, di chi avrebbe dovuto proteggerlo, di chi avrebbe dovuto combattere insieme a lui.

Venticinque anni e non c’è tempo per piangere, non è tempo di lacrime perché è solo tempo di combattere per la Verità e per la Giustizia, per quella Giustizia che viene invece irrisa, vilipesa, calpestata da un depistaggio durato per l’arco di ben tre processi.

Un depistaggio ordito da pezzi deviati dello Stato ma avallato da magistrati che se ne sono resi complici, che avrebbero dovuto rigettarlo tanto era inverosimile che potesse essere stato affidato ad un balordo di quartiere il compito di uccidere Paolo Borsellino.

E poi un quarto processo nel quale si pretendeva di processarne la vittima accusandolo delle calunnie a cui era stato costretto con torture di ogni tipo da pezzi di uno stato deviato che per occultare la Verità
nascondono nelle loro casseforti una Agenda Rossa sottratta dalla machina di Paolo ancora in fiamme.

Venticinque anni, e ogni anno in Via D’Amelio per impedire quei funerali di Stato che la nostra famiglia
rifiutò fin dal primo momento, per impedire che degli avvoltoi arrivino in Via D’Amelio portando i loro simboli di morte per accertarsi che Paolo sia veramente morto.

Venticinque anni e nelle orecchie ancora la voce di mia madre che dice a me e a mia sorella Rita, mentre
ancora ha nello orecchie il boato dell’esplosione che le portava via il figlio, “Andate dappertutto, dovunque vi chiamano, a parlare del sogno di Paolo, fino a che qualcuno parlerà di Paolo e del suo sogno vostro fratello non sarà morto”.

Venticinque anni e non so quanti anni ancora mi restano ancora per obbedire, fino all’ultimo giorno della mia vita, al giuramento fatto a mia madre, Venticinque anni e nel cuore una sola certezza: che il
sogno di Paolo non morirà mai, perché era soltanto un sogno d’amore.
E non potranno mai inventare una bomba che uccida l’amore.



A questo link è possibile rivedere il video del suo intervento.

Galleria di immagini
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Conclusi i discorsi di commemorazione la cerimonia è proseguita in Parco Trotti, nell’area vicina al palazzo comunale, dove i presenti si sono soffermati di fronte a quello che si è deciso di ribattezzare come albero del ricordo.
Si tratta dell’esemplare di corbezzolo piantato nel marzo 2011 in occasione del centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia: sui suoi rami tutti, adulti e bambini,è possibile appendere un biglietto con un pensiero dedicato ai giudici Falcone e Borsellino e a tutte le persone che quotidianamente sacrificano o rischiano la vita in nome della lotta alla mafia.

Come ulteriore gesto di doverosa riconoscenza l’Amministrazione Comunale ha deliberato, il 30 maggio, di intitolare l’auditorium della Biblioteca a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino con una targa che vedete nell'immagine qui di sotto.

 

targa

 

 


I lavori degli alunni della scuola secondaria di primo grado Don Zeno Saltini di Oreno
In preparazione alla cerimonia gli alunni della scuola Saltini di Oreno con la prof.ssa Martino hanno preparato un articolo pubblicato nel loro giornale "Saltini time" e dei bigliettini riassunti nella pubblicazione dal titolo "I vostri vaslori cresceranno con voi." che salvatore Borsellino ha preso con se e che li deporrà il 19 luglio a Palermo dul luogo della strade durante la cerimonia.

saltini time

Leggi l'articolo "Saltini Time"

biglietti

Leggi la pubblicazione
"I vostri valori cresceranno con noi".
 

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